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SESSIONE 8 | Dalla Convenzione europea del paesaggio alle nuove funzioni e configurazioni dei paesaggi rurali: riflessioni critiche, metodologie di analisi e casi di studio.
Sia per quantità che per qualità, i contributi raccolti in questa sessione del Convegno Oltre la Convenzione. Pensare, studiare e costruire il paesaggio 20 anni dopo attestano in maniera inequivocabile come il paesaggio rurale e la bellezza prodotta dalla cura dei campi coltivati abbiano acquisito negli ultimi decenni importanza e
funzioni fino a ieri sottovalutate, se non addirittura ignorate. Né poteva essere altrimenti se solo si osserva che non c’è angolo della superficie terrestre, in cui l’uomo non sia arrivato portando con sé quel bagaglio di esperienze e di strumenti con cui è stato, ed è anche oggi capace di costruire sempre nuovi modelli di sopravvivenza, primo tra tutti quello che gli assicura i ‘beni primari’, cioè alimentazione e vestiario.
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Da più di un decennio è in atto una nuova corsa all’accaparramento delle risorse naturali del pianeta secondo formule che non hanno più il carattere coloniale, proprio delle conquiste politico-militari del secolo scorso, ma si esprimono, piuttosto, attraverso flussi e investimenti finanziari tutt’altro che lineari e trasparenti tanto che il processo resta, se non addirittura occultato, certamente ignorato da gran parte della società contemporanea. […].

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La Sessione scientifica del Congresso Geografico Italiano dedicata a L’attuale rivoluzione dei modelli alimentari e gli effetti colti nello straordinario dinamismo delle campagne italiane si colloca nella contemporaneità delle radicali trasformazioni che sta vivendo il settore agroalimentare in tutti i paesi del mondo e particolarmente in Italia, paese cui viene universalmente riconosciuto il primato delle buone pratiche agricole – da cui abbiamo ereditato paesaggi rurali di commovente bellezza – e alimentari con produzioni tipiche di qualità riconosciute e commercializzate nell’intero pianeta. Come geografi siamo, pertanto, obbligati ad esplorare vecchi e nuovi modelli di produzione e di consumo perché l’alimentazione, ovunque e comunque legata al territorio cioè alle risorse naturali locali e alle tradizioni delle singole comunità umane, non dovrebbe più fare a meno della Geografia e del suo apparato epistemologico tanto per la sua valorizzazione economico-commerciale e culturale, quanto per la sua gestione politico-sociale declinata in termini di sostenibilità e coesione. (Dalla “introduzione” di Maria Gemma Grillotti, Pierluigi De Felice) – Per leggere o scaricare il documento (formato PDF) fai clik sulla copertina.

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